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Cos’è l’analisi SWOT e come si costruisce per definire la strategia del brand?

L’analisi SWOT è uno strumento di pianificazione che aiuta a individuare punti di forza e debolezza interni (Strengths, Weaknesses) e opportunità e minacce esterne (Opportunities, Threats). Serve per trasformare l’analisi in azioni strategiche concrete, capire dove migliorare e come posizionarsi nel mercato.

In questo articolo scopriamo l’origine e l’importanza di un’analisi SWOT fatta bene, fino a mostrare esempi pratici utili per chi vorrebbe usare lo strumento per l’analisi della propria strategia.

E per farlo partiamo dalle origini 👇

Chi ha inventato l’analisi SWOT?

Facciamo un salto nel passato per tornare alle origini. L’analisi SWOT è stata inventata negli anni ’60 da Albert Humphrey, mentre svolgeva delle ricerche sulla pianificazione aziendale in America, per la Stanford Research Institute.

Albert Humphrey, inventore dell'analisi SWOT.
Albert Humphrey, inventore dell’analisi SWOT.

Fin da subito, nasce per comprendere perché alcune aziende fallivano, mentre altre arrivavano al successo e con lo scopo di definire le opportunità di crescita o le minacce di un’azienda. Ma la sua versatilità e semplicità di utilizzo ha permesso allo strumento di essere utilizzato per la crescita e lo sviluppo di qualsiasi progetto, fino a diventare uno degli elementi essenziali anche nel campo del marketing digitale.

In qualsiasi ambito, lo scopo rimane lo stesso: valorizzare i punti di forza di un’organizzazione, una strategia o un progetto e portare alla luce possibili rischi e opportunità di sviluppo. Se ti sembra difficile, non temere: andiamo più nel dettaglio!

Perché è utile l’analisi SWOT?

L’obiettivo principale di un’analisi SWOT è quello di sviluppare piena consapevolezza di tutti i fattori di successo o di rischio che compongono la propria organizzazione e la propria strategia. In altre parole, serve per prendere decisioni strategiche sulla base dell’analisi interna ed esterna del contesto in cui si opera.

Proprio per questo, l’acronimo “SWOT” sta ad indicare:

  • Strengths (punti di forza)
  • Weaknesses (punti di debolezza)
  • Opportunities (opportunità)
  • Threats (minacce)

L’analisi dettagliata di questi fattori aiuta a comprendere il proprio stato attuale e ci guida verso i passi strategici successivi che possiamo compiere per raggiungere i nostri obiettivi e KPI. Va da sé, che ogni fattore andrebbe analizzato su base strategica, per mettere in risalto i reali rischi e le reali opportunità del contesto e dell’organizzazione. Se vuoi approfondire, leggi l’articolo 👉 KPI: cosa sono e come selezionare quelli giusti.

Come si costruisce un’analisi SWOT?

Come abbiamo appena imparato, gli elementi principali da analizzare per fare un’analisi SWOT sono quattro: Strengths, Weaknesses, Opportunities, Threats. Ora, facciamo un passo avanti insieme.

Se leggi attentamente l’acronimo, capirai subito che i primi due elementi fanno riferimento all’analisi interna della propria realtà o del proprio progetto. Al contrario, gli altri due elementi fanno riferimento all’analisi del contesto esterno, ossia il settore in cui si opera.

Infatti, l’analisi SWOT è basta sugli elementi interni ed esterni che permettono di analizzare tanto la propria realtà, quanto il contesto e i cambiamenti che la circondano. E per chiarirci meglio, vediamo nel dettaglio ognuno dei quattro elementi da considerare.

I punti di forza interni (Strengths)

I punti di forza sono i tratti distintivi della tua organizzazione, realtà e strategia. Si tratta del vero vantaggio competitivo ed è il valore intrinseco della tua attività, ossia ciò che ti permette di distinguerti dai competitor.

Per capire quali sono i punti di forza che possono rappresentare un vantaggio, ci sono alcune domande che potrebbero tornarti utili. Ad esempio:

  • Qual è il tuo vantaggio competitivo?
  • Quali sono le competenze uniche o distintive su cui fare leva?
  • Quali sono le risorse esclusive o superiori rispetto ai competitor?
  • Quali sono le attività più apprezzate dai tuoi clienti?
  • Quali sono i processi interni che funzionano particolarmente bene?

Naturalmente, lo scopo di questa parte dell’analisi è valutare le aree più forti e le domande possono cambiare in base al progetto, alla realtà e allo scopo per cui hai deciso di fare un’analisi SWOT.

Se vuoi approfondire questo aspetto, lo abbiamo analizzato a fondo nel corso “Strategia Social per piccole e medie imprese” e “Strategia Instagram” della nostra AcadeME.

Le debolezze interne (Weaknesses)

I punti deboli sono le iniziative che non performano quanto dovrebbero o su cui sai di dover migliorare. In altre parole, sono gli elementi più deboli del tuo progetto e le possibili aree da implementare per raggiungere gli obiettivi prefissati. Solitamente, si analizzano dopo i punti di forza così da aver già definito i punti su cui l’azienda o la realtà è più forte.

Per identificare punti deboli, puoi fare alcune domande come:

  • Quali sono le iniziative che non raggiungono risultati?
  • Che cosa può essere fatto in modo migliore?
  • Quali risorse interne sono assenti?
  • In quali aree i competitor ci superano?

Una volta che hai analizzato i punti di forza e di debolezza, dovresti avere un quadro più chiaro della situazione interna. Ed è questo il momento in cui puoi analizzare strategicamente il contesto o il mercato in cui ti trovi. Leggi qui un articolo su 5 tool da usare per le indagini di mercato. A questo punto, per completare l’analisi SWOT, si passa all’analisi delle opportunità e delle minacce.

Le opportunità esterne (Opportunities)

Le opportunità sono i fattori esterni che, se analizzati, potrebbero portare ad avere un vantaggio. Analizzare le opportunità esterne permette anche di capire quali sono le principali tendenze del mercato, quali i possibili modelli o business da sviluppare e quali le abitudini o i cambiamenti da tenere d’occhio per non cadere nella trappola del Marketing Myopia. Leggi anche: Marketing Myopia: perdere di vista le opportunità.

Anche in questo caso ci sono alcune domande utili, ad esempio:

  • Quali sono le nuove tendenze di mercato?
  • Quali sono i trend social o di comunicazione del settore?
  • Ci sono nicchie di mercato che non abbiamo ancora raggiunto?
  • Ci sono partnership o collaborazioni che potremmo intraprendere?

Le minacce esterne (Threats)

Le minacce sono gli elementi esterni che potrebbero ostacolare il proprio sviluppo e il raggiungimento dei propri obiettivi. Occhio però a non confondere le minacce con i punti di debolezza.

Le minacce fanno riferimento agli elementi o ai possibili cambiamenti esterni alla realtà e per questo non possono essere controllati. Al contrario, i punti di debolezza sono sotto il pieno controllo di chi opera e possono, se coerenti con i propri obiettivi strategici, essere migliorati.

Qui ti lascio alcuni esempi di minacce, per rendere più chiaro il concetto. Come prima, ricorda di personalizzare le domande a adattarle alle tue esigenze:

  • Ci sono cambiamenti economici, sociali o politici in atto?
  • Com’è la concorrenza all’interno del mercato?
  • Quali sono le nuove abitudini o i nuovi bisogni delle persone che potrebbero fare da ostacolo?

Una volta aver analizzato i quattro elementi che compongono l’analisi SWOT, dovresti avere un’idea più chiara del brand e del contesto in cui opera. Se vuoi andare ancora più a fondo su questo argomento, puoi approfondire in questo video YouTube: Analisi SWOT: che cos’è e tre consigli per crearla al meglio.

Come costruire la tua analisi SWOT: esempio

Immaginiamo ora di dover costruire un’analisi SWOT per un brand che opera nel settore beauty grazie alla vendita di prodotti di Skincare dedicati alle donne tra i 25 e 40 anni. Per questo esempio, ci focalizziamo su un’analisi SWOT dedicata alla comunicazione del brand, mettendo da parte gli aspetti di prodotto e di business. Come potrebbe essere costruita l’analisi SWOT?

Ecco un esempio di come potrebbe essere costruita sulla base delle analisi interne ed esterne al brand:

1. I punti di forza (Strengths)

  • Identità visiva riconoscibile: il brand ha un’identità visiva chiara e distinguibile adatta alle piattaforme social e che aumenta la riconoscibilità del brand.
  • Costanza nella pubblicazione dei contenuti: il brand pubblica con costanza e regolarità sui canali di comunicazione in cui è presente il target di riferimento.
  • Community Management: il brand risponde con velocità ai commenti e i messaggi dei consumatori e crea contenuti per rispondere alle domande della community.

2. Le debolezze (Weaknesses)

  • Scarsa differenziazione delle piattaforme: i contenuti sono pubblicati su tutte le piattaforme di riferimento, senza una chiara differenziazione di stile e piattaforma.
  • Tone of voice poco distintivo: il tone of voice risulta poco distintivo, molto formale e non in linea con il linguaggio del pubblico di riferimento.
  • Assenza di strategia contenutistica: la pubblicazione è monodirezionale e incentrata quasi esclusivamente sulle promozioni e le caratteristiche di prodotto.

3. Le opportunità (Opportunities)

  • Piattaforme emergenti: sfruttare nuove piattaforme e tecnologie, come TikTok per raggiungere un pubblico più ampio e diversificato.
  • Sostenibilità: comunicare maggiormente la componente bio dei proprio prodotti ed evidenziare gli impegni del brand in tema di sostenibilità ambientale e sociale.
  • Collaborazioni con influencer: collaborare con influencer nel campo beauty per aumentare l’awareness del brand.

4. Le minacce (Threats)

  • Concorrenza digitale intensa: nell’ultimo anno nuovi brand emergenti operano nello stesso settore con modalità di comunicazioni nuove e inedite.
  • Cambiamenti nelle preferenze delle persone: le preferenze delle persone cambiano in modo molto repentino e si sta sviluppando la tendenza a cambiare spesso brand di riferimento con impatti negativi sulla fidelizzazione verso il brand.

Il risultato finale sarà una matrice a quattro quadranti che tiene conto sia degli elementi interni del brand che di quelli esterni, con uno schema simile o uguale a quello inserito nell’immagine qui in basso.

Schema per costruire un'analisi SWOT
Schema per costruire un’analisi SWOT

Conclusione

Siamo arrivati alla fine di questo articolo e ci piacerebbe lasciarti con questa riflessione: l’analisi SWOT è più di un semplice esercizio e nei casi reali non è basata sulla propria immaginazione. L’analisi SWOT è una componente essenziale della strategia di un’organizzazione ed è uno step importante anche per comprendere la direzione della propria strategia di comunicazione.

Domande frequenti sull’analisi SWOT

1. A cosa serve l’analisi SWOT?
Serve a individuare punti di forza, debolezza, opportunità e minacce di un’azienda o progetto, per prendere decisioni strategiche più consapevoli.

2. Come si costruisce una matrice SWOT efficace?
Raccogli dati interni (Strengths, Weaknesses) ed esterni (Opportunities, Threats), sintetizzali in una matrice e collega ogni fattore a un’azione strategica.

3. Qual è la differenza tra fattori interni ed esterni?
I fattori interni riguardano ciò che puoi controllare (risorse, competenze, reputazione), mentre quelli esterni dipendono dal contesto (mercato, concorrenza, trend).

4. Come applicare la SWOT nel marketing?
Usala per analizzare la tua strategia di comunicazione: identifica cosa funziona, cosa migliorare, quali opportunità sfruttare e quali minacce anticipare.

Ora non ti resta che mettere in pratica ciò che hai imparato. E se vuoi approfondire come costruire una strategia social ti lasciamo all’articolo 👉🏻 Social media strategy: impostare una strategia social in 5 passaggi.

Elena De Nittis

Sono Community & Event Manager in Marketing Espresso. Di me posso rivelarti che cambio spesso casa, posti, colore di capelli e sono entusiasta di natura. Qualcosa però rimane sempre uguale: trasformare le emozioni in poesia, avere l'impressione di star correndo verso una precisa direzione, la dedizione per quello che faccio.