Autobus che sbattono le ciglia, borse che sfrecciano per le strade e ora anche un enorme condom che viene srotolato sull’obelisco di Buenos Aires. No, i project manager di queste iconiche aziende non hanno dato di matto, stanno sfruttando una tecnologia potentissima, figlia dell’avvento dell’intelligenza artificiale: la CGI.
Potevamo noi, sempre alla ricerca delle nuove frontiere della comunicazione, non analizzare questo fenomeno a dir poco sbalorditivo? In questo articolo ti spiegheremo nel dettaglio cos’è la CGI e come può essere sfruttata, analizzando anche il processo creativo che ha interessato le campagne più iconiche dell’ultimo periodo.
CGI significa…
L’acronimo di CGI sta per Computer Generated Imagery ed è un termine che si sta diffondendo sempre di più non solo nel campo della grafica 3D, ma, più in generale, anche nel marketing.
La potenza dell’AI generativa, come abbiamo potuto riscontrare utilizzando in modo intelligente strumenti come Chat GPT, è davvero immensa. Ha ancora dei limiti, è vero, ma crediamo che sia davvero in costante crescita, chissà dove potrà portarci fra un anno o due. Non è un caso che grandi marchi come Jacquemus, Maybelline e Netflix l’abbiano sfruttata per rendere ancora più memorabili i loro prodotti e servizi. E chi si scorda più gli autobus con le ciglia?
Perché la CGI funziona?
Hai mai sentito dire che il nostro cervello fa fatica a distinguere ciò che immagina vividamente da ciò che è reale? Ecco, la CGI sfrutta questa peculiarità al massimo, inserendo in un ambiente che si conosce, come le strade di Londra piene di bus o l’Obelisco di Buenos Aires, degli elementi che in realtà non ci sono.
In questo modo tutti noi siamo spinti a credere a questa “realtà”, imprimendo nella nostra mente l’immagine, in modo nitido.
Un altro fattore che viene ampiamente sfruttato dalle campagne CGI è la memorizzazione sensazionalistica. Okay, se la cerchi con questo nome su internet non troverai nulla, ma è un modo che ho trovato (io, Sofia) per spiegare al meglio questo concetto sin dal nome. Si basa sulla creazione di immagini che toccano più sensi e che sono lontane dalla realtà. Queste impressionano a tal punto la mente da rendere memorabile a lungo la campagna stessa.
Il PAV: una tecnica di memorizzazione potentissima

Personalmente, ho seguito un corso sul metodo di studio personalizzato qualche anno fa che parlava in modo molto approfondito dei meccanismi della memorizzazione. Il PAV era una delle tecniche che venivano insegnate durante le lezioni e mi è subito venuto in mente parlando di CGI.
L’acronimo sta per Paradosso-Azione-Vivido e si basa, quindi, sulla creazione di immagini paradossali, ricche di azioni e molto vivide a livello di sensi per ricordare facilmente e a lungo. Il CGI funziona benissimo proprio per questo: si tratta di immagini paradossali, in movimento e che vengono rese ancora più vivide dall’ambientazione estremamente conosciuta.
Andiamo ora ad analizzare nel dettaglio tre delle campagne CGI più iconiche. Pronti? 🔥
Le 3 campagne CGI più conosciute in assoluto
Questo 2023 è stato un anno molto vivido e florido per le campagne CGI, tanto che noi ne abbiamo tre ben impresse nella nostra mente: quella di Jacquemus, di Maybelline e la nuovissima di Netflix. Ora te ne parliamo nel dettaglio, una per una.
CGI secondo Jacquemus: borse sfreccianti fra le strade parigine
Quella di Jacquemus è stata una delle prime campagna CGI a spopolare online quest’anno, più precisamente ad aprile, e che ha dato il via a molte altre. Se non l’hai vista ti invitiamo a recuperarla qui sotto:
Che cosa la rende così memorabile? Di sicuro il punto di vista del video: sembra essere girato da un passante con il proprio telefono, in un pomeriggio assolato fra le strade di Parigi. L’intervallo fra le borse sfreccianti e le auto rende il video molto veritiero, come se effettivamente si fossero “intrufolate” in città.
La frase provocatoria della caption, “I THINK I LIKE PARIS NOW 🫠”, rende tutto ancora più potente. È come se il brand avesse rivisitato la città a modo suo: con un occhio attento possiamo notare le scritte sull’asfalto e i cartelli a tema Jacquemus.
CGI in un battito di ciglia secondo Maybelline
Possono un autobus e una metro avere delle ciglia e, soprattutto, mettersi il mascara? Con la CGI per Maybelline è possibile! Questa campagna da moltissimi è stata scambiata per realtà, tanto da far nascere veri e propri dibattiti in merito! Se te la sei persa, puoi recuperarla qui:
Che cosa rende questa campagna così simile alla realtà? Come per quella di Jacquemus, il fattore più importante è l’utilizzo di scenari reali come le strade di Londra e la metro, abbinati alla presenza di persone reali che compaiono nel video. Il focus della campagna è mostrare il design del nuovo stilo applicatore che è stato appositamente ingrandito a tal punto da essere perfetto per le “ciglia da urlo” di autobus e metro. Geniale!
Inoltre, in un video su TikTok Lauren Chapman – Senior Marketing Manager di Maybelline – ha spiegato com’è nata l’idea dell’iniziativa.
E se vuoi approfondirla, qui abbiamo analizzato più nello specifico la campagna!
L’ultima trovata di Netflix, in formato CGI
È uscita da pochissimo la nuova stagione di Sex Education, celebre serie TV presente sulla piattaforma Netflix. Per rendere questo lancio memorabile, però, il brand ha ben pensato di sfruttare la CGI all’ennesima potenza: ha fatto srotolare un enorme condom sull’Obelisco di Buenos Aires. Recupera qui sotto il video se non l’hai visto:
Su questa campagna pensiamo che non ci siano nemmeno parole da spendere: più memorabile di così non si poteva fare!
Cosa funziona davvero di queste 3 campagne CGI?
È arrivato il momento di tirare le somme: che cosa accomuna queste tre campagne e cosa le fa funzionare così tanto?
Come abbiamo detto sono indimenticabili perché vanno a toccare i nostri processi di memorizzazione molto nel profondo. Ma c’è di più. Queste campagne sono particolarmente efficaci perché vanno ad insinuarsi fra i ricordi delle persone. Facciamo un esempio: hai visitato Londra qualche anno fa e ti ricordi bene quella strada piena di bus. La campagna che sfrutta la CGI andrà ad insinuarsi proprio nel bel mezzo di quel ricordo, legandosi e non lasciandolo più.
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