Come si costruisce un piano editoriale?
Un piano editoriale serve a trasformare la strategia di comunicazione in azioni concrete e misurabili. Si costruisce partendo dall’analisi del brand e del target, definendo obiettivi, tone of voice, canali e format di contenuto. Poi si pianificano i temi, le rubriche e la frequenza delle pubblicazioni per garantire coerenza, costanza e risultati nel tempo.
Quando siamo in fase di creazione di una strategia di marketing, dobbiamo considerare che prenderà forma utilizzando due strumenti: il Piano Editoriale e il Calendario Editoriale.
Spesso vengono confusi tra di loro, quindi in questo articolo faremo più chiarezza e approfondiremo come creare un Piano Editoriale da 0 a 100! Partiamo👇

Che cos’è il Piano Editoriale
Partiamo, innanzitutto, dal definirlo. Il piano editoriale, chiamato anche PED (piano editoriale digitale), è il documento strategico di una strategia di marketing che permette di tradurre in azione la strategia di marketing. Ma non solo.
Ci permette anche di monitorare l’andamento della strategia e ottimizzare il lavoro. Possiamo dire che il piano editoriale è la mappa concettuale dei contenuti e la bibbia di ogni social media manager e ci permette di avere una visione completa della nostra social media strategy.
A livello pratico, il piano editoriale è un documento, una tabella in cui andremo a inserire dei dati che vedremo successivamente.
La social media strategy prima di tutto
Non esiste un piano editoriale senza aver prima svolto un’accurata analisi strategica.
Ma come facciamo a creare una social media strategy?
La social media strategy è quell’analisi in cui capiamo il contesto, studiamo il mercato, analizziamo il target, troviamo la nostra nicchia, realizziamo le buyer personas e comprendiamo le esigenze del nostro pubblico.
Ma soprattutto definiamo degli obiettivi S.M.A.R.T. Cosa sono gli obiettivi S.M.A.R.T.? Ne abbiamo parlato in questo video Obiettivi SMART: perché sono importanti e come definirli.
Una volta delineata la nostra social media strategy, dobbiamo tradurre in azione tutte le informazioni e gli insights che abbiamo raccolto.
Per approfondire tutto sulla creazione di una social media strategy, leggi l’articolo Social Media Strategy: che cos’è e come crearla (+ esempi).
Come creare un piano editoriale da 0
Per strutturare un piano editoriale esaustivo dobbiamo aver svolto una corretta analisi strategica e aver definito la nostra social media strategy.
Ma quali sono gli elementi fondamentali per un piano editoriale? Scopriamoli insieme!
Chi è il target e su quali piattaforme comunicare?
Durante la creazione del piano editoriale, è fondamentale aver studiato e capito qual è il nostro target di riferimento.
A chi vogliamo riferirci? Chi vedrà i nostri contenuti?
Una volta analizzato e compreso il nostro target, sarà il momento di decidere quali saranno i migliori canali per comunicare con esso. Per ciascun canale di comunicazione sceglieremo la frequenza di pubblicazione dei contenuti, che può essere definita su base settimanale o mensile. Ogni strategia è un caso a sé e va analizzata nella sua unicità.
C’è, però, una cosa fondamentale da tenere a mente: dobbiamo pensare alla frequenza di pubblicazione dei contenuti sulla base della durata dell’intera strategia che andremo a mettere in atto.
Dopo aver compreso quali saranno i nostri canali di comunicazione, andremo a impostare i nostri KPI (keys performance indicator). I KPI saranno le metriche che useremo per misurare il raggiungimento degli obiettivi e ci permetteranno di capire l’efficacia dei nostri contenuti.
I KPI possono essere di diversa tipologia e nel caso dei social media, alcuni di questi sono:
- Tasso di engagement, che ci aiutano a misurare le reazioni dei nostri contenuti (like, mi piace)
- Tasso di risposta, ovvero commenti e risposte
- Click su link esterni
Come scegliere i macro-argomenti?
I macro-argomenti sono le grandi aree tematiche degli argomenti che tratteremo nei nostri contenuti e, infatti, guideranno l’intero piano editoriale.
Ma come possiamo ottenere i macro-argomenti?
Per definire quali saranno i macro-argomenti dobbiamo fare un’analisi qualitativa del nostro target. Possiamo utilizzare diverse tipologie di dati per farlo, tra i quali i commenti sui social media (Instagram, TikTok, Facebook).
Quando invece parliamo di prodotti, possiamo cercare dei prodotti simili su Amazon o altri e-commerce e leggere le recensioni di chi ha acquistato il prodotto. In alcuni casi, possiamo anche pensare di sottoporre il nostro pubblico a dei questionari specifici. L’obiettivo fondamentale dell’analisi qualitativa, è capire:
- Cosa pensa il nostro target?
- Cosa sente il nostro target?
- Cosa vuole il nostro target?
Dobbiamo comprendere, dunque, le esigenze del nostro target. I macro-argomenti sono le risposte alle esigenze del nostro target e i contenuti sono il mezzo con il quale risolveremo i loro problemi
Quali sono le 3 i dei contenuti?
Abbiamo visto come trovare i macro-argomenti, ma in che modo trasformiamo i macro-argomenti in contenuti? Per trasformare i macro-argomenti in contenuti, utilizzeremo le “3 i del contenuto”.
Ti starai chiedendo “cosa sono le 3 i del contenuto?”
Le 3 i del contenuto, sono le tipologie di contenuti che possiamo creare:
- Informativi, ovvero contenuti che tendono a informare gli utenti su temi rilevanti di un determinato settore. Si spiegano, analizzano e approfondiscono alcuni argomenti
- Intrattenitivi, cioè contenuti che hanno l’obiettivo di intrattenere. Come? Attraverso strumenti di gamification, per esempio, che stimolano l’interazione delle persone e aiutano a costruire e a fidelizzare la community.
- Ispirazionali, ovvero contenuti che nascono per ispirare le persone, puntando sul sensibilizzare e sullo sfatare stereotipi e credenze. Così da far leva sull’immedesimazione e sul far sentire accolte e comprese le persone alle quali ci rivolgiamo.
Come abbiamo già detto, non possiamo affermare con certezza quale sia il numero di contenuti informativi, intrattenitivi e ispirazionali per ogni singola strategia, poiché ogni caso è unico.
Tuttavia, possiamo affermare con certezza che avere un piano editoriale ben variegato e con ciascun tipo di contenuto spalmato in modo omogeneo per tutta la durata della strategia, sia un requisito fondamentale.
Come scegliere i formati dei contenuti?
Abbiamo a disposizione una vasta scelta di formati di contenuti. Ma per ogni obiettivo da raggiungere, esistono formati più adeguati rispetto ad altri.
- Contenuti intrattenitivi: trattandosi di post dinamici, l’ideale sarebbe un video breve, dal momento che permette di tenere incollato l’utente allo schermo per intrattenerlo. I video brevi ci aiutano ad aumentare la nostra copertura, questo perché è un tipo di contenuto che viene spesso condiviso dagli utenti.
- Contenuti informativi: spesso ci troviamo a spiegare dei concetti facendo utilizzo di dati, quale formato migliore se non un’infografica o un carosello approfondito? Quando abbiamo un pubblico già fidelizzato, possiamo ricorrere all’utilizzo di contenuti di durata maggiore, come i podcast.
- Contenuti ispirazionali: sono un tipo di contenuti di forte impatto, quindi, spesso basta un’unica immagine, purché risulti impattante, e necessita di essere studiata a dovere per ogni singolo caso.
Non solo: molti contenuti ispirazionali possono essere allo stesso tempo intrattenitivi, quindi in questo caso possiamo utilizzare anche i video brevi.
Le differenze tra Piano Editoriale e Calendario Editoriale
Ma quali sono le differenze tra Piano Editoriale e Calendario Editoriale?
Il piano editoriale ci dice cosa e come fare, mentre il calendario editoriale ci aiuta a capire quando e dove farlo.
Nel piano editoriale capiamo che una determinata macro-categoria di contenuto può interessare uno specifico target e capiamo il tone of voice con il quale comunicarla; il calendario editoriale ci dice quando quella macro-categoria deve uscire e su quale piattaforma.
Il piano editoriale è la traduzione in azioni della strategia di marketing, è la visione dell’insieme di una strategia di marketing. Il calendario editoriale è invece la traduzione operativa del piano editoriale.
Un’altra differenza tra il piano editoriale e il calendario editoriale è che il piano editoriale si sviluppa su un periodo di medio-lungo termine, mentre il calendario editoriale si sviluppa sul breve periodo. E questo perché alcune tipologie di contenuto potrebbero variare mentre la strategia del piano editoriale è ancora in operatività.
Il calendario editoriale ci permette di svolgere periodicamente l’analisi e l’ottimizzazione del piano editoriale. Questa azione è spesso sottovalutata ma in realtà è fondamentale per ottenere risultati e raggiungere gli obiettivi.
Tutte le azioni e gli obiettivi che abbiamo studiato e analizzato nel piano editoriale verranno tradotte in operazioni. E le operazioni, in questo caso, sono la pubblicazione dei contenuti sulle varie piattaforme.
Il calendario editoriale è il documento che ci dice su quale piattaforma pubblicheremo, la data in cui pubblicheremo, l’orario in cui pubblicheremo, il copy che utilizzeremo e gli obiettivi da raggiungere, per ogni singolo contenuto.
Puoi approfondire le differenze in quest’articolo 👉 Piano Editoriale & Calendario Editoriale: quali sono le differenze?
Conclusione
Dunque, avere un’accurata analisi strategica è fondamentale per produrre un piano editoriale, che si rivela uno strumento fondamentale per avere tutti i processi misurabili e analizzabili all’occorrenza!
Inoltre, se vuoi approfondire il mondo del piano editoriale con esempi reali e casi studio di aziende e startup, scopri il nostro corso 👉 Piano Editoriale, aggiornato con nuove lezioni e casi studio pratici direttamente dal nostro reparto Agency.
Taweaway: come costruire un piano editoriale efficace
- Parti da un’analisi chiara di brand, target e competitor.
- Definisci obiettivi concreti e il tone of voice coerente con la tua identità.
- Scegli piattaforme, format e rubriche che parlino davvero al tuo pubblico.
- Pianifica la frequenza di pubblicazione e rispetta la costanza nel tempo.
- Monitora i risultati e ottimizza in base ai dati.
Un piano editoriale non è solo un calendario: è una bussola che ti permette di comunicare con coerenza, valore e visione strategica ☕️







