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Cos’è una Social Media Strategia e come si crea?

Una Social Media Strategy è un piano che definisce obiettivi, target, contenuti, canali e metriche per guidare e misurare la presenza di un brand sui social.

Oggi essere sui social non è più una scelta, ma una necessità strategica: una strategia ben costruita permette di valorizzare il brand, raggiungere obiettivi di business concreti e ottimizzare nel tempo le performance delle proprie attività online.

Immagine visiva che indica ciò che gira attorno alla Social Media strategy

In questo articolo vediamo cos’è una Social Media Strategy, perché è così importante e tutti i passaggi per crearla. Iniziamo 👇

Che cos’è una Social Media Strategy?

Una Social Media Strategy è un piano dettagliato che guida le attività e le azioni di un’azienda o di un brand sui social media per raggiungere specifici obiettivi di marketing e comunicazione.

Si tratta, quindi, di un riassunto di tutto ciò che prevediamo di fare sui social media. Con un approccio strategico e ponderato, che tiene conto di diversi fattori (analisi del mercato di riferimento, competitor, del target, etc).

Si tratta di un documento utile a raccogliere gli obiettivi prefissati (in modo SMART), la strategia pensata per raggiungerli e le metriche e i KPI che verranno presi in considerazione per misurare i progressi fatti.

La chiave di una Social Media Strategy efficace sta nell’allineare e far convergere l’attività (e la strategia) definita per i canali social con gli obiettivi aziendali complessivi, come l’aumento della visibilità del brand o l’incremento delle vendite.

Cosa comprende una Social Media Strategy?

Una Social Media Strategy comprende:

  • analisi del competitor;
  • analisi del target e delle Buyer Personas;
  • definizione di obiettivi SMART;
  • definizione dei KPI;
  • creazione di un Piano Editoriale con relativi contenuti;
  • pianificazione e pubblicazione dei post;
  • monitoraggio delle performance;
  • strategie di crescita.

Perché è importante creare una Social Media Strategy?

Creare una Social Media Strategy è fondamentale per dare una direzione chiara alle proprie attività online. Ti consente di definire obiettivi concreti, conoscere e segmentare il pubblico e scegliere le piattaforme più adatte.

Una strategia ben pianificata parte da obiettivi SMART — specifici, misurabili, raggiungibili, rilevanti e temporizzati — così ogni azione sui social è orientata al risultato.

Ti aiuta anche a conoscere e segmentare il pubblico target, identificando chi vuoi raggiungere e creando contenuti che risuonino davvero con i loro interessi, bisogni e linguaggio.

Inoltre, una Social Media Strategy efficace guida la scelta delle piattaforme giuste. Non tutti i social sono adatti a ogni brand: la selezione dipende dal target e dal tipo di contenuto più efficace per quel canale.

Un altro aspetto chiave è la coerenza dei contenuti. Avere tono, stile e frequenza costanti rafforza l’identità del brand e costruisce fiducia nel tempo.

Infine, una strategia permette di monitorare e misurare i risultati, grazie a strumenti di analisi che aiutano a valutare le performance e migliorare le campagne.

Secondo il Digital 2025 Report di We Are Social e Meltwater (a cura di Simon Kemp), oltre 5 miliardi di persone nel mondo utilizzano i social media, con una crescita del 5% rispetto al 2024.
Dati che confermano quanto sia cruciale costruire una strategia social solida per intercettare un pubblico sempre più connesso.

👉 Ora entriamo nel vivo della Social Media Strategy e di tutti i suoi passaggi!

Come analizzare i competitor per costruire una strategia social efficace?

Come distinguere competitor business e awareness?

I competitor business sono quegli account di brand o aziende che vendono i nostri stessi prodotti/servizi; i competitor awareness, invece, sono quei profili che non vendono i nostri stessi prodotti ma potrebbero comunque attirare l’attenzione del nostro target.

Come abbiamo detto, uno dei primi step di una Social Media Strategy è analizzare i profili competitor sui social media, il modo in cui comunicano e cosa pubblicano. Ma anche quali sono i loro punti di forza e di debolezza.

Per avere una panoramica chiara di come analizzare un competitor sui social media, potremmo raggruppare gli elementi da tenere sotto controllo nel seguente modo:

  • frequenza di pubblicazione: con quale frequenza il profilo pubblica post e stories, per capire quanto tempo e risorse sta investendo nella produzione di contenuti;
  • formati: foto, reel, caroselli e stories. Quali formati usa per i contenuti pubblicati?;
  • rubriche: Molti profili hanno rubriche fisse, una specie di “appuntamenti” settimanali o mensili dedicati ad argomenti specifici. Analizzarle aiuta a capire se ci sono specifici argomenti di interesse per le persone;
  • tasso di Engagement Rate: tramite Not Just Analytics. Analizzare i post con il maggior tasso di engagement aiuta a capire quali tipologie di contenuti funzionano meglio e quali sono le esigenze e i gusti del pubblico;
  • collaborazioni: se sono presenti collaborazioni con altri profili di brand e/o creator sul profilo.
  • hashtag usati: la scelta degli hashtag utilizzati nei post può indicare quali sono gli argomenti di interesse del tuo competitor e quali sono le parole chiave utilizzate per la sua strategia.
  • identità grafica: se particolarmente delineata, quali colori e stile accompagnano i contenuti.

Approfondisci di più quest’aspetto all’interno dell’articolo 👉 La concorrenza su Instagram: Come analizzare un competitor?

Come analizzare il proprio brand online?

Oltre ad analizzare i competitor, è importante analizzare anche il proprio brand o organizzazione, così da analizzare i propri punti di forza e di debolezza, ma anche le opportunità e le minacce del mercato di riferimento.

Come condurre questa auto analisi? Attraverso l’analisi SWOT 👇

Che cos’è l’analisi SWOT e come ti può aiutare ad analizzare il tuo brand online?

L’analisi SWOT è uno strumento essenziale nel processo di pianificazione aziendale, usata anche nel campo del Digital Marketing per analizzare i punti di forza, di debolezza, le opportunità e le minacce della propria strategia social o di business.

Essa è nata per comprendere perché alcune aziende fallivano, mentre altre arrivavano al successo, ma anche con lo scopo di definire le opportunità di crescita o le minacce di un’azienda. Ma la sua versatilità e semplicità di utilizzo ha permesso allo strumento di essere utilizzato per la crescita e lo sviluppo di qualsiasi progetto. Fino a diventare uno degli elementi essenziali anche nel campo del marketing digitale.

In qualsiasi ambito, lo scopo rimane lo stesso: valorizzare i punti di forza di un’organizzazione, una strategia o un progetto e portare alla luce possibili rischi e opportunità di sviluppo.

Cosa indica l’acronimo SWOT?

L’acronimo SWOT sta per:

  • Strenghts, ovvero i punti di forza interni (quindi propri)
  • Weaknesses, i punti di debolezza interni
  • Opportunities, le opportunità esterne (del mercato)
  • Threats, ovvero le minacce esterne (del mercato)

L’analisi SWOT è una componente essenziale della strategia di un’organizzazione ed è uno step importante anche per comprendere la direzione della propria strategia di comunicazione. Se vuoi approfondire leggi l’articolo Analisi SWOT: che cos’è e come costruirla (esempi pratici).

Schema che spiega l'acronimo SWOT

Perché è importante fare un’analisi SWOT?

È importante fare un’analisi SWOT per sviluppare piena consapevolezza di tutti i fattori di successo o di rischio che compongono la propria organizzazione e la propria strategia.

In altre parole, serve per prendere decisioni strategiche sulla base dell’analisi interna ed esterna del contesto in cui si opera.

E l’analisi dettagliata di questi fattori aiuta a comprendere il proprio stato attuale e ci guida verso i passi strategici successivi che possiamo compiere per raggiungere i nostri obiettivi e KPI. Va da sé, che ogni fattore andrebbe analizzato su base strategica, per mettere in risalto i reali rischi e le reali opportunità del contesto e dell’organizzazione.

Come individuare il target e capire a chi stai parlando?

Dopo aver analizzato i competitor, è importante passare a identificare il proprio target e comprendere chi sono le persone a cui vogliamo comunicare.

Come trovare la propria “Target Audience”?

La definizione della propria target audience inizia con la raccolta e l’analisi dei dati demografici e psicografici come età, sesso, localizzazione geografica, interessi, valori e stili di vita. Inoltre, è utile esaminare le abitudini di utilizzo dei social media del pubblico target. Quali piattaforme preferiscono, quando sono più attivi e che tipo di contenuti consumano di più?

Analizzare questi dati ci permette di comprendere chi sono i nostri destinatari e quali sono le loro esigenze, interessi e comportamenti online e permette di creare contenuti più rilevanti e mirati.

Conoscere la target audience non solo aiuta a migliorare l’efficacia delle nostre comunicazione, ma aumenta anche l’engagement e la fidelizzazione degli utenti, poiché si sentiranno compresi e valorizzati dal brand che parla a loro.

Come analizzare il proprio target?

I 4 step fondamentali per analizzare il target in una strategia content sono:

  • analisi e trend sociali;
  • panoramica del target;
  • analisi di commenti e recensioni proprie;
  • analisi di commenti su post di settore.

Nel primo step è importante partire da una panoramica dei trend di comportamento e di acquisto nel proprio settore. Puoi farlo raccogliendo dati, statistiche e ricerche da fonti autorevoli come Statista o report di settore.

Successivamente, costruisci una profilazione del target più dettagliata, analizzando dati demografici e psicografici (età, sesso, interessi, valori, stili di vita). Studia anche come e dove le persone usano i social: piattaforme preferite, orari di attività e contenuti più seguiti.

Dopo l’analisi quantitativa, passa a quella qualitativa: osserva commenti e recensioni per capire bisogni e domande ricorrenti a cui rispondere con contenuti mirati.

Un ruolo chiave lo giocano i micro-dati, cioè le tracce che le persone lasciano online — un like, un commento, una ricerca su Google — come spiega Massimo Gioacchino nel webinar di Marketing Espresso Plus. Questi piccoli segnali raccontano abitudini, interessi e comportamenti del pubblico.

Per analizzarli, puoi usare tool come Answer The Public, Amazon e TrustPilot, Google Trends, Quora, Pinterest e AlsoAsked.

Se vuoi approfondire l’argomento puoi leggere anche gli articoli: Come utilizzare i micro-dati per definire un piano editoriale e 7 tool per l’analisi di micro-dati.

Come si crea una Buyer Persona?

Le Buyer Personas, ovvero dei profili tipo dei nostri potenziali clienti, devono comprendere alcune informazioni fondamentali:

  • nome;
  • età;
  • professione;
  • caratteristiche intrinseche, in merito alla sua personalità;
  • cosa cerca nel nostro brand;
  • paint points ed esigenze;
  • media e pagine che segue sui social.

Conoscere la target audience e creare queste rappresentazioni migliora l’efficacia delle comunicazioni, oltre ad aumentare l’engagement e la fidelizzazione degli utenti, poiché questi si sentiranno più compresi e valorizzati dal brand.

Leggi anche l’articolo Buyer persona: il profilo del tuo cliente potenziale per saperne di più ☕️

Cosa gli obiettivi SMART e i KPI e come si impostano?

Cosa sono gli obiettivi SMART?

L’acronimo di obiettivi SMART sta per:

  • Specific, ovvero specifici
  • Measurable, ovvero misurabili
  • Achievable, ovvero raggiungibili
  • Relevant, ovvero rilevanti (per il tuo business)
  • Time based, limitati nel tempo

Impostare degli obiettivi SMART è importante in una Social Media Strategy per avere un resocontò di obiettivi che siano specifici, quantificabili e realistici sulla base delle risorse disponibili, in linea e pertinenti con le priorità aziendali. Così da poter monitorare il lavoro fatto in termini quantitativi e tararne l’efficacia (anche) sulla base degli obiettivi preposti.

Schema che spiega l'acronimo di obiettivi SMART

Come definire gli obiettivi SMART?

Il primo passo per definire degli obiettivi SMART in una Social Media Strategy è rendere l’obiettivo specifico. Bisogna identificare chiaramente cosa si vuole ottenere, per esempio:

  • Aumentare il numero di follower su Instagram;

Successivamente, l’obiettivo deve essere misurabile, stabilendo metriche concrete come il numero esatto di nuovi follower da raggiungere:

  • Aumentare il numero di follower del 20% su Instagram;

Per assicurare che l’obiettivo sia raggiungibile, è importante valutare le risorse a disposizione e stabilire traguardi realistici che possano essere effettivamente raggiunti. L’obiettivo deve essere rilevante, ovvero strettamente legato agli obiettivi aziendali più ampi, come migliorare la brand awareness o aumentare le conversioni.

Infine, è essenziale che l’obiettivo sia limitato nel tempo, definendo una scadenza entro cui raggiungerlo, come ad esempio:

  • Aumentare il numero di follower del 20% su Instagram entro 6 mesi;

Questo metodo garantisce che gli obiettivi siano chiari, monitorabili e allineati con la strategia globale del business.

Cosa sono i KPI?

I KPI, o Key Performance Indicator, sono indicatori chiave di prestazione che definiscono l’insieme di metriche da monitorare per determinare il successo o l’insuccesso di una Social Media Strategy.

I KPI sono, quindi, fondamentali per valutare l’efficacia di una strategia di social media e, proprio come gli obiettivi, devono essere delineati in modo SMART, affinché siano:

  • Specifici;
  • Misurabili;
  • Accessibili, quindi raggiungibili
  • Rilevanti, quindi settati in modo coerente rispetto all’obiettivo da raggiungere e monitorare
  • Limitati nel tempo.

Grazie ai KPI, prenderai decisioni che ti aiuteranno a cambiare direzione (quando le cose non vanno come le avevi previste) e di facilitare la strada verso il successo (quando le cose vanno come devono andare). Inoltre ti aiuteranno a capire meglio il tuo pubblico e le esperienze digitali che lo spingono a compiere quella chiamata all’azione.

Insomma, i KPI sono essenziali per monitorare l’andamento e i risultati ottenuti da una Social Media Strategy, valutandone l’efficacia.

Come scegliere i KPI giusti?

Selezionare i KPI giusti per la propria strategia social è un’azione che dipende da molti fattori. I KPI da analizzare, infatti, non sono sempre gli stessi e variano in base ai diversi obiettivi, al tipo di business, ai canali di comunicazioni selezionati e ai risultati che si vogliono ottenere.

Per esempio, se il nostro obiettivo è indirizzare il traffico al sito web attraverso LinkedIn, il nostro KPI di riferimento saranno i click, mentre se facciamo pubblicità su Facebook, è bene prendere in considerazione i Costi per click (CPC).

Quali sono i KPI e le metriche di successo per i social?

Le metriche di successo sui social media sono l’Engagement Rate, la Reach, il tasso di conversione, il click-through rate (CTR) e il ROI. Vediamole nello specifico.

Tra queste, l’Engagement Rate è cruciale, poiché misura il livello di interazione degli utenti con i contenuti, includendo like, commenti, condivisioni e click. Un alto engagement indica contenuti rilevanti e coinvolgenti.

Secondo il report Social Media Benchmarks 2025 di Hootsuite, ad esempio, l’engagement medio su Instagram per i brand è del 0,65%, mentre su TikTok supera l’1,7%.
Dati come questi aiutano a capire quanto sia importante fissare KPI realistici in una Social Media Strategy.

La portata (Reach) è un’altra metrica chiave, che rappresenta il numero di utenti unici che hanno visto un post, aiutando a capire l’estensione della visibilità del brand, a differenza delle Impression, che riguardano invece le visualizzazioni totali raggiunte da un contenuto, anche da uno stesso utente.

Il tasso di conversione è fondamentale, invece, per valutare quante delle interazioni sui social si traducono in azioni desiderate e misura la potenza di un contenuto nell’attirare un utente sul profilo e renderlo un nuovo follower raggiunto. Più è alto, maggiore sarà l’efficacia dei contenuti proposti.

Inoltre, il click-through rate (CTR) misura l’efficacia dei post nell’incoraggiare gli utenti a cliccare sui link, riflettendo l’attrattività e la rilevanza del contenuto. Infine, il ritorno sull’investimento (ROI) analizza il profitto ottenuto rispetto al costo delle campagne, fornendo una visione chiara della loro efficacia economica.

Monitorare queste metriche permette di ottimizzare continuamente la strategia sui social media.

Come creare contenuti efficaci per la tua Social Media Strategy?

In una Social Media Strategy che si rispetti, dopo aver analizzato il mercato di riferimento, i competitor e il target da raggiungere, e dopo aver settato degli obiettivi e dei KPI di valutazione in modo SMART, è il momento di mettere le mani in pasta con la creazione di contenuti di esempio, prodotti a partire da tutti i dati precedentemente delineati.

Perché si creano contenuti?

Creare contenuti è importante perché si possono condividere informazioni interessanti, far crescere la propria audience, o provare ad accorciare le distanze con il proprio target tramite l’intrattenimento.

Possiamo dire che è arrivato il momento di entrare nel vivo del Content Marketing e del perché si creano contenuti.

“Il Content Marketing è un approccio di marketing strategico incentrato sulla creazione e la distribuzioni di contenuti di valore, pertinenti e coerenti per attrarre e trattenere un pubblico chiaramente definito”, secondo quanto riporta il Content Marketing Institute.

I contenuti si creano per dare valore: dall’informazioni tecnica volta ad ampliare la conoscenza delle persone interessate, all’intrattenimento per simpatizzare con potenziali clienti. 

Insomma, i contenuti rappresentano la nostra voce online ed è importante utilizzarla al meglio.

Puoi leggere di più sul potere del Content Marketing e della creazione contenuti in questi due articoli blog: Content Marketing: cos’è e perché le aziende non ne possono fare a meno e Perché si creano contenuti? Il potere del Content Marketing.

Quali tipologie di contenuti esistono?

Le tipologie di contenuto sono 4: contenuti informativi, contenuti interattivi, contenuti intrattenitivi e, infine, contenuti ispirazionali.

L’unico obiettivo che dovrai prefissarti prima di pensare ai tipi di contenuti da pubblicare però è questo: identificare obiettivi specifici e creare post di valore in linea con essi. Subito dopo, selezionare le piattaforme ideali su cui distribuire il contenuto (in base al pubblico che hai scelto di attirare).

Se vogliamo pubblicare su Instagram, potremo usare diversi formati tra cui: post singoli, caroselli o reel. Se la nostra pubblicazione sarà su TikTok, dovremo basare la nostra strategia contenutistica sulla creazione di video o slideshow di immagini. Su LinkedIn, è preferibile utilizzare contenuti grafici, a slide singola o caroselli, ma non sono necessariamente da escludere anche i video.

Avere ben chiara la piattaforma sulla quale pubblicheremo è fondamentale per capire che taglio dare ai nostri contenuti.

In merito a quali contenuti pubblicare per far crescere il tuo brand possiamo far riferimento alla formula dei 4 “i” dei contenuti:

  • contenuti informativi;
  • contenuti interattivi;
  • contenuti intrattentivi;
  • contenuti ispirazionali.

I contenuti informativi svolgono una funzione cruciale in una strategia di social media, offrendo valore aggiunto e consolidando la credibilità del brand. Questi contenuti educano il pubblico su argomenti rilevanti, risolvendo problemi comuni, fornendo consigli pratici e condividendo approfondimenti settoriali, aumentando la fiducia d parte degli utenti.

I contenuti interattivi e intrattenitivi servono a incentivare e stimolare l’interazione da parte del proprio target, spingendolo a eseguire determinate azioni come commentare, al fine di portare avanti il processo di fidelizzazione delle persone.

I contenuti ispirazionali svolgono una funzione essenziale nel creare una connessione emotiva profonda tra il brand e il pubblico. Questi contenuti motivano e stimolano gli utenti, attraverso storie di successo, citazioni motivazionali, esperienze personali e narrazioni che risuonano con le loro aspirazioni e valori. Questi contenuti non solo rafforzano l’identità e i valori del brand, ma favoriscono anche un senso di comunità e appartenenza tra gli utenti, incoraggiandoli a interagire, commentare e condividere.

Inoltre, è bene porsi delle domande prima di creare un contenuto, utili a creare contenuti in modo efficace e in linea con la Social Media Strategy.

  • Questo contenuto sarà utile?
  • Questo contenuto risponde a un’esigenza?
  • Il messaggio che vogliamo trasmettere è semplice da comprendere?
  • Il contenuto è allineato alla mission aziendale?
  • Questo contenuto aiuterà a raggiungere gli obiettivi?

Rispondere a queste domande aiuterà a direzionare al meglio il processo di creazione!

Puoi approfondire come creare contenuti social nel nostro corso Creazione Contenuti, direttamente sulla nostra AcadeME, per imparare a ideare, pianificare e creare contenuti efficaci per i social media 📚

Ecco invece qui una lista di 5 domande da porsi prima di creare un contenuto, che possono aiutarti a creare contenuti in modo efficace e in linea con la tua strategia social.

Quali sono gli strumenti per la creazione di un contenuto?

Uno degli strumenti fondamentali quando si tratta di creare contenuti è l’ispirazione. Sebbene sia importante che un brand sia unico, puoi comunque trarre ispirazione da altre aziende che hanno successo sui social, o da ciò che va in tendenza in un determinato momento, con attività di Social Listening.

Leggi di più qui 👉 Social Listening:  perché è importante ascoltare il proprio pubblico.

“Ascoltare” le piattaforme social e le persone al loro interno è uno step fondamentale per creare contenuti funzionali.

Quando si parla di strumenti per creare contenuti, è importante prendere in considerazione anche tutto ciò di cui necessita la sua realizzazione:

  • modo in cui si sceglie di posizionare il proprio brand online;
  • tono di voce che si vuole attuare;
  • piattaforma per la quale creeremo contenuti (ognuna di loro ha specificità e sfumature differenti: ciò che funziona su Instagram, per esempio, potrebbe non necessariamente funzionare su TikTok o su LinkedIn)

Questi elementi sono necessari per capire quale taglio editoriale dare alla propria strategia contenutistica e forniscono una base solida per partire con la creazione dei contenuti.

Come si costruisce un piano editoriale per la tua strategia social?

Cosa è un Piano Editoriale e come costruirlo da 0 a 100?

Il Piano Editoriale è un documento strategico che permette di tradurre in azione la strategia di marketing elaborata all’interno della Social Media Strategy. A livello pratico, è una tabella nella quale dovranno essere inseriti diversi dati.

Ecco, quindi, come costruire un piano editoriale da 0 a 100:

  • Innanzitutto, sarà importante definire le piattaforme di pubblicazione;
  • Poi, dovremo inserire la tipologia di contenuti che compone la nostra Social Media Strategy e
  • La frequenza di pubblicazione, che può essere definita su base settimanale o mensile;
  • Per ogni contenuto, sarà necessario determinare i KPI di riferimento dello stesso e che ci permetteranno di capire se quel contenuto ha performato o meno, così da capire cosa è possibile fare per migliorare.

Il Piano Editoriale ci permette anche di monitorare l’andamento della strategia e ottimizzare il lavoro, con una visione completa della nostra Social Media Strategy.

Quali sono le differenze tra Piano Editoriale e Calendario Editoriale?

Il Piano Editoriale rappresenta una visione d’insieme della nostra strategia, il calendario editoriale rappresenta, invece, la traduzione operativa della stessa. È la parte di esecuzione, un documento realizzato in dettaglio a seconda di ogni contenuto che si decide di pubblicare.

Il Calendario Editoriale è la traduzione operativa del Piano Editoriale e serve a pianificare con precisione tutti i contenuti che verranno pubblicando, specificando:

  • Giorno di pubblicazione;
  • Ora di pubblicazione;
  • Link di rimando al contenuto stesso, per poterlo reperire con facilità;
  • KPI di riferimento del contenuto (es. commenti, condivisioni, salvataggi, reazioni)
  • Stato del contenuto, se si tratta del Calendario Editoriale per un cliente: in approvazione, da parte del cliente, approvato, programmato e pubblicato.

Se vuoi approfondire il tema puoi leggere l’articolo Piano Editoriale & Calendario Editoriale: quali sono le differenze?

Quali sono i Tool per creare un Calendario Editoriale?

Ecco una lista di 5 tool per creare un perfetto Calendario Editoriale:

  • Google Fogli;
  • Asana;
  • Trello;
  • ClickUp;
  • Notion.

Ognuno di questi tool ha funzioni e caratteristiche semplici da comprendere e che aiutano a costruire un Calendario Editoriale con tutte le informazioni più indispensabili al suo interno.

Se vuoi approfondire tutto su come strutturare e organizzare il tuo PED per i social media, ti lasciamo al nostro corso Piano Editoriale, con template, metodi ed esempi per conoscere questo strumento.

Quali sono strategie di crescita

In una Social Media Strategy è fondamentale dedicare spazio anche alle strategie di crescita. Tra le possibili azioni per portare a una crescita dei canali social rientrano:

  • Boost posting;
  • Potenziali altri profili social con i quali collaborare;
  • Attività di community management per coltivare la community e fidelizzarla.

Queste azioni vengono settate in ottica futura per aumentare l’awareness del brand e ottimizzare le performance dei contenuti creati.

Come aumentare la visibilità su Instagram?

Alla domanda “come aumentare la visibilità su Instagram” la risposta è soprattutto una: attraverso il boost posting.

Con boost posting si fa riferimento alla strategia utilizzata sui social media per aumentare la visibilità di un post specifico tramite la promozione a pagamento. Questa tecnica permette di raggiungere un pubblico più ampio e mirato, rispetto a quello che si otterrebbe con la semplice pubblicazione organica.

Utilizzando il boost posting, è possibile selezionare parametri specifici come età, interessi, posizione geografica e comportamenti degli utenti, ottimizzando così la portata e l’engagement del contenuto.

L’analisi dei risultati del boost posting, attraverso metriche come il tasso di clic, il numero di visualizzazioni e le conversioni, permette di valutare l’efficacia della promozione e di apportare eventuali modifiche per future campagne.

Integrare il boost posting in una social media strategy consente, quindi, di amplificare l’impatto dei contenuti e raggiungere gli obiettivi prefissati in modo più efficace.

Case study e best practice

Esempi di Social Media Strategy di successo

Sono tanti i brand che attuano una Social Media Strategy degna di successo e di analisi.

Un caso è National Geographic, che vanta oltre 280 milioni di follower su Instagram grazie ai suoi contenuti: foto di impatto e caption accattivanti. Si nota, soprattutto, l’utilizzo di contenuti UGC: video e foto scattati dalle persone e inviati alla pagina, che successivamente le pubblica dando i crediti e riportano le parole dell’autore di riferimento.

Profilo Instagram di @natgeo
Dal profilo Instagram di @natgeo
Profilo Instagram di @natgeo per una Social Media Strategy
Dal profilo Instagram di @natgeo

E non possiamo non menzionare Surreal, un brand di cereali che si è distinto sui social media per la sua comunicazione frizzante, sopra le righe e decisamente riconoscibile, sfruttando anche trend del momento e real time. Come nel caso di questo post Instagram, che utilizza come gancio i biglietti per il concerto di Taylor Swift, per poi far leva sui propri prodotti; in modo originale e decisamente accattivante.

Profilo Instagram di @eat_surreal
Dal profilo Instagram di @eat_surreal

Anche su LinkedIn il brand comunica in modo innovativo e disruptive, come nel caso di questo carosello, in cui si parla molto di “strategia”: ben 31 slide per rimandare con creatività ai prodotti, anche attraverso l’aiuto speciale di un cagnolino (perché si sa, quelli attirano sempre l’attenzione 👀)

Profilo LinkedIn di @surreal
Dal profilo LinkedIn di @surreal

E per vedere nel concreto i diversi step che compongono una Social Media Strategy, vi lasciamo qui 👉 un post dal nostro profilo LinkedIn, in cui spieghiamo i passaggi che ci hanno accompagnato nel definire la strategia social di un nostro cliente: Io Bimbo, una delle più grandi catene specializzate in prodotti per mamme in attesa e bambini da zero ai tre anni.

Dall’analizzare le esigenze richieste dal cliente all’interno del brief, fino alla definizione di un Piano Editoriale e di quattro macro tematiche contenutistiche, ovvero Contenuti Informativi, Interattivi, Intrattenitivi e Ispirazionali. All’interno del post potete trovare alcuni degli step fondamentali di cui abbiamo parlato all’interno di questo articolo, con esempi pratici e concreti.

Quali sono gli errori comuni da evitare quando si crea una Social Media Strategy?

Quando si crea una Social Media Strategy, è fondamentale evitare alcuni errori comuni: obiettivi poco chiari, target indefinito, scarsa analisi dei dati e comunicazione troppo promozionale.

Uno degli sbagli più frequenti è non avere obiettivi chiari e misurabili. Senza una direzione precisa, è impossibile valutare il successo delle attività e capire cosa funziona davvero.

Altro errore ricorrente: non definire con precisione il pubblico target. Parlare a tutti significa non parlare a nessuno. Studiare i pain point, le esigenze e gli interessi delle persone permette di creare contenuti più rilevanti e coerenti con la loro realtà.

Molti brand trascurano l’analisi dei dati e dei KPI, rinunciando così a ottimizzare le strategie nel tempo. Ogni rubrica o format dovrebbe avere indicatori di riferimento coerenti, utili per misurare la performance e prendere decisioni concrete.

Infine, un errore spesso sottovalutato è promuovere troppo i propri prodotti senza offrire valore aggiunto. I contenuti informativi o di intrattenimento costruiscono fiducia e senso di appartenenza: per questo è importante adottare un approccio community-centric, creando valore per le persone prima che per il brand.

Evitare questi errori aiuta a costruire una strategia social più efficace e orientata ai risultati.
👉 Approfondisci qui: Creare contenuti per la community: il paradigma Community-Centric.

Conclusione

Siamo arrivati alla conclusione e in questo articolo abbiamo visto tutti i passaggi necessari a delineare una Social Media Strategy, ovvero:

  • Analisi dei competitor;
  • Analisi SWOT e del proprio brand;
  • Analisi del target e definizione delle Buyer Personas;
  • Definizione di obiettivi SMART e di KPI;
  • Creazione di contenuti: perché crearli e quante tipologie di contenuti esistono;
  • Piano editoriale e Calendario editoriale;
  • Strategie di crescita;
  • Esempi di Social Media Strategy di successo.

Se questo articolo ti è piaciuto e vuoi entrare ancora più nel profondo nella creazione di una Social Media Strategy, ti consigliamo di seguire questi corsi della nostra AcadeME 👉 Content Strategy e Strategia Instagram, nei quali trovi tutto il necessario per costruire una strategia social dalla A alla Z, anche con casi pratici dei nostri clienti.

Buono studio ❤️

Domande frequenti su come creare una Social Media Strategy

Ecco un recap di ciò che ci siamo detti in quest’articolo. L’intento è rivedere insieme gli aspetti principali così da fare un ultimo ripasso sul tema 👀

  • Cos’è una Social Media Strategy?

È un piano che definisce obiettivi, pubblico, contenuti e metriche per guidare e misurare le attività di un brand sui social.

  • Perché è importante avere una Social Media Strategy?

Perché aiuta a fissare obiettivi chiari, conoscere il pubblico, scegliere le piattaforme giuste e mantenere coerenza nei contenuti.

  • Quali sono gli elementi principali di una Social Media Strategy?

Analisi di competitor e target, obiettivi SMART, KPI, piano editoriale, creazione dei contenuti e strategie di crescita.

  • Che cos’è l’analisi SWOT e perché serve?

È uno strumento che analizza punti di forza, debolezze, opportunità e minacce per migliorare la strategia social.

  • Cosa sono le Buyer Personas e a cosa servono?

Sono profili tipo dei clienti ideali che aiutano a creare contenuti e messaggi su misura per il pubblico di riferimento.

  • Cosa significa obiettivi SMART?

Significa stabilire obiettivi Specifici, Misurabili, Raggiungibili, Rilevanti e limitati nel Tempo per poterli monitorare in modo efficace.

  • Cosa sono i KPI e perché sono importanti?

I KPI sono indicatori di performance che misurano l’efficacia delle attività social e aiutano a valutare se gli obiettivi vengono raggiunti.

  • Quali sono le differenze tra Piano Editoriale e Calendario Editoriale?

Il Piano definisce la strategia generale, il Calendario è la sua applicazione pratica con giorni, orari e contenuti pianificati.

  • Come si misura l’efficacia di una Social Media Strategy?

Monitorando KPI come engagement rate, reach, CTR, conversioni e ROI per capire cosa funziona e cosa migliorare.

  • Quali strumenti servono per gestire una Social Media Strategy?

Tool come Notion, Trello, Asana o Google Fogli per la pianificazione e Meta Business Suite o Analytics per il monitoraggio.

  • Quali errori evitare in una Social Media Strategy?

Non avere obiettivi chiari, non definire il target, trascurare i dati o concentrarsi solo sulla promozione dei prodotti senza portare valore aggiunto.

Paolo Galano

Creatività, passione, dinamismo: è questo ciò che cerco di trasmettere sempre di me. Neolaureato nel campo della linguistica e della mediazione culturale e appassionato di recitazione e ritrattistica digitale, ho scoperto nel tempo il mio interesse verso l'affascinante settore del marketing e della comunicazione digitale. E la diversità tra i vari ambiti non mi spaventa: sono sempre aperto al cambiamento e lo accolgo ben volentieri! Teniamoci in contatto su LinkedIn!